Spesso menzionata nelle notizie e fonte di interrogativi ricorrenti per i genitori, l'esposizione dei nostri bambini alla luce blu deve essere un vero punto di attenzione.

Quali sono i pericoli? A partire da che età si può mettere il proprio bambino davanti alla televisione o al tablet? Esiste una durata massima di esposizione giornaliera da rispettare? Tante domande alle quali risponderemo in questo articolo e, vedrete, le soluzioni sono piuttosto semplici.


In questo articolo:

  1. La luce blu, amica o nemica?

  2. Le conseguenze di un'esposizione alla luce blu nei bambini.

  3. I mezzi per proteggere il proprio bambino dalla luce blu.

La luce blu, amica o nemica?

Prima di affrontare i rischi legati alla luce blu nei bambini e più in particolare nei neonati, è importante capire che esistono diverse luci blu.

una mamma e il suo bambino davanti a uno schermo di computer che emette luce blu

La luce blu, cos'è?

Si parla di luce blu quando si fa riferimento alla parte dello spettro luminoso le cui lunghezze d'onda si situano tra 380 e 500 nanometri.

Su questa fascia dello spettro luminoso, si distinguono diverse sottosezioni i cui impatti saranno differenti.

È importante comprendere bene questa suddivisione della luce per adattare meglio le soluzioni e i mezzi di protezione in seguito.

Dai 380 ai 450 nanometri, la luce blu nociva

Su queste lunghezze d'onda (il blu-violetto), la luce è tossica ed è sospettata di favorire la degenerazione maculare legata all'età e può in particolare comportare diversi fastidi che probabilmente avrete provato dopo una lunga giornata di lavoro: occhi secchi, bruciore, mal di testa... ecc.

Le fonti principali di emissione di questo tipo di luce blu sono:

  • 📱Gli smartphone

  • 📺 La televisione

  • 💻 Computer e tablet

  • 🖥️ Qualsiasi altro schermo LED, LCD o al plasma.

  • 💡 Le lampadine LED

  • 🌞 E persino il sole!

Bisogna quindi proteggersi e, o evitare l'esposizione agli schermi, o utilizzare dei filtri che permettano di preservare i propri occhi dai disturbi che essa può causare.

Dai 450 ai 500 nanometri, la luce blu benefica

Questa parte della luce partecipa attivamente al ritmo circadiano e a regolare i nostri cicli di sonno/veglia.

È emessa principalmente dal sole e contribuisce in particolare alla regolazione del vostro livello di melatonina (chiamata anche l'ormone del sonno), abbassandolo al mattino per favorire il vostro risveglio.

Non deve quindi essere filtrata per godere dei suoi benefici.

Le conseguenze di una sovraesposizione alla luce blu nel bambino

Nei bambini, e ancora di più nei neonati, questa luce blu può avere effetti grandemente nefasti sulla salute e lo sviluppo. Il loro cristallino, ancora in fase di sviluppo, lascia passare più raggi luminosi rispetto a quello di un adulto e li rende quindi più vulnerabili.

bambino piccolo davanti a uno schermo

I sintomi comuni

A breve termine: affaticamento visivo, bruciore, occhi secchi, visione offuscata, mal di testa, irritabilità, disturbi del sonno e difficoltà ad addormentarsi. Tutti segnali che devono mettervi in allerta.

A lungo termine, anche se altri studi devono ancora approfondire l'argomento, la luce blu partecipa a un calo generale dell'acuità visiva.

Questi sono i fastidi più classici. Possono riguardare sia un bambino che un adulto, ma nei bambini tenderanno ad apparire più rapidamente a causa del loro sviluppo ancora attivo.

Gli impatti sullo sviluppo del bambino

L'esposizione alla luce emessa dagli schermi nei bambini più piccoli e ancora di più nei neonati ha un impatto molto importante sullo sviluppo delle funzioni cognitive di questi ultimi.

In effetti, diversi studi hanno dimostrato che i bambini che passano più tempo davanti a televisione, smartphone o tablet sviluppano più facilmente disturbi del comportamento o della comunicazione.

Il Consiglio superiore dell'audiovisivo francese nota ad esempio che per i bambini di età inferiore ai 3 anni:

“L'interazione con il mondo che lo circonda è essenziale per il corretto sviluppo del bambino piccolo (linguaggio, motricità, ecc.).[...] Per sviluppare le sue capacità, il bambino deve utilizzare attivamente i suoi cinque sensi basandosi in particolare sulla relazione con un adulto che risponde alle sue sollecitazioni. Ha bisogno di percepirsi come capace di trasformare il mondo, cosa che fa per esempio quando manipola gli oggetti attorno a lui. L'esposizione passiva alle immagini trasmesse su uno schermo non favorisce questo tipo di interazioni e può al contrario frenare lo sviluppo del bambino piccolo”.

In altre parole, niente schermi per i neonati, e questo fino a 3 anni minimo.
Oltre questo periodo e durante tutto lo sviluppo dei vostri figli, dovrete adattare il loro uso all'età. Ecco le raccomandazioni del ministero della salute:

  • 🔴 Dai 3 ai 6 anni: a dosi molto piccole, in sessioni di massimo 20 minuti e con programmi adatti all'età del bambino. Privilegiate un programma completo piuttosto che fare zapping e non esitate a riproporre lo stesso programma più volte affinché il vostro bambino ne assimili veramente il contenuto.

  • 🟠 Dai 6 ai 9 anni: potete introdurre la nozione di programma “svago” e iniziare a far conoscere ai vostri figli i videogiochi, ma fate attenzione a rispettare sempre un tempo di esposizione totale agli schermi giornaliero inferiore alle 2 ore e a controllare bene le immagini alle quali sono esposti, accompagnandoli durante le sessioni.

  • 🟡 Dopo i 9 anni: potete concedere più autonomia ai vostri figli e lasciarli soli davanti agli schermi. Tenete a mente questo limite di 2 ore al giorno al massimo e pensate ad attivare il controllo parentale.

neonata con occhiali anti luce blu

Durante l'esposizione agli schermi, quali mezzi di protezione?

Lo sappiamo, nonostante tutti gli sforzi che potreste compiere per proteggere il vostro bambino da un'esposizione prolungata agli schermi, questi ultimi sono oggi imprescindibili. E se non è a casa che ne viene esposto, sarà certamente il caso a scuola.

Come fare allora per limitare i disturbi legati a questa luce blu degli schermi?

Alla fonte, filtrando questa luce blu sui vostri schermi

Potete innanzitutto regolare i vostri apparecchi quando dispongono di questa opzione per aggiustare il livello di luce blu emessa da essi. Gli smartphone recenti dispongono quasi tutti di una modalità “notte” per esempio, o di un filtro “luce blu” che permette già di ridurre l'intensità luminosa di questo spettro nocivo.

Ma questo non è sufficiente per filtrare la maggior parte delle particelle nefaste e purtroppo alcuni schermi non dispongono di questa opzione (in particolare i televisori).

La seconda soluzione è quella di procurarvi dei filtri anti luce blu da applicare sopra i vostri schermi. Ne esistono soprattutto per computer, ma anche qui sarà difficile trovarne uno per la vostra TV.

Bambino piccolo esposto alla luce naturale

Attenzione all'illuminazione della casa

Ebbene sì, anche l'illuminazione proposta per illuminare la vostra casa contiene luce blu artificiale nociva. Fate quindi attenzione quando scegliete le vostre lampadine! Si trovano in particolare lampadine a bassa intensità luminosa che non emettono o emettono pochissima luce blu.

È un trucco semplice ed economico, utile per la vostra camera e la camera del bambino!

Indossare occhiali anti luce blu

Questi occhiali anti luce blu permettono di filtrare una gran parte delle onde luminose nocive e quindi di limitare grandemente gli effetti secondari legati a un'esposizione troppo lunga agli schermi.

Esistono diverse marche e gamme e dovete prestare molta attenzione a verificare quali sono le lunghezze d'onda filtrate e in che percentuale. Se i vostri piccoli accettano di indossare gli occhiali, è la soluzione che apporterà la massima protezione.

Noi di Horus X proponiamo modelli di occhiali anti luce blu per bambini senza correzione che filtrano dal 60% all'86% della luce blu nociva e persino fino al 100% sulla parte dello spettro che va dai 380 ai 400 nanometri.

Più la filtrazione è intensa, più la lente avrà una tinta ambrata.

Troverete così diversi modelli di occhiali nel nostro negozio:

Questi tassi di filtrazione sono oggi i migliori sul mercato e vi incoraggiamo a confrontare tenendo bene a mente le lunghezze d'onda filtrate, poiché alcune marche che pubblicizzano un tasso elevato si basano unicamente su una porzione più ristretta dello spettro nocivo.

Conclusione: proteggere il bambino dalla luce blu nociva

La luce blu rappresenta un rischio serio per i nostri piccoli. Ancora di più nei neonati, è importante minimizzare i suoi impatti sulla salute dei bambini. L'influenza pericolosa delle fonti di luce blu sugli occhi e sul sonno deve metterci in allerta, ma fortunatamente esistono soluzioni semplici.

Per il bambino: niente schermi, e questo fino a 3 anni. Esponetelo al massimo alla luce naturale e dategli il tempo di svilupparsi un po' prima di piazzargli uno schermo davanti agli occhi.

Per il seguito e secondo l'età, l'uso di un paio di occhiali anti luce blu permette una protezione ottimale, sempre combinata a una rigorosa regolazione del tempo di visione.

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